E’ una questione di cuore

Carissime Amiche, Carissimi Amici,

E’ questione di cuore, quando noi ci accingiamo a compiere un semplice gesto od una azione più importante. E’ questione di cuore, quando si tratta di incontrare ed ascoltare un amico od una persona cara, che sta attraversando un momento difficile. E’ questione di cuore, affrontare uno dei tanti esami che ogni giorno ci presenta questa complessa e talvolta tiranna vita. Conduciamo un’esistenza che fin dalla nostra nascita non fa sconti, nella quale grande è la sofferenza; sempre sono presenti le difficoltà, spesso terribili. Tuttavia l’Uomo, in quanto tale, è forte, da sempre reagisce alle avversità e lotta per in suoi ideali, o anche solo per sopravvivere, con tutto se stesso. Noi, oggi, lottiamo per i nostri diritti inalienabili, per una morte che noi ci auguriamo e desideriamo, dovrebbe essere sempre “dolce”. Noi crediamo che ancora vi possa essere una giustizia, che la legalità possa dipanarsi, sì anche in Italia. Perché negarci il diritto di libera scelta che ognuno di noi desidera sia garantito, affinchè si possa porre termine a giorni di sofferenza terribile e pieni di dolore?

A noi oggi, questo diritto viene negato!

Ricordo ancora, che ammalarsi fa parte della vita come guarire, morire, nascere ed invecchiare: le buone leggi servono alla vita per impedire ad altri di decidere per noi in nome di Stati o religioni. Il movimento cremazionista, dal quale provengo e del quale faccio parte, ha compiuto negli ultimi anni incredibili passi in avanti: oggi fra le altre cose è permessa la dispersione delle ceneri, in natura, atto che ha per me un grandissimo senso della vita. Il diritto all’Eutanasia, che trova in me un paladino da molti anni, è il nostro attuale target: qualcosa in cui credere e lottare, con il cuore. Con il nostro impegno, se veramente ci crederemo, otterremo grandissimi risultati.

Ma è una questione di cuore, anche il semplice parlarne. Qui si discute di esercizio, ed esercizio quotidiano è proporre la nostra idea, il nostro intimo sentire, ai nostri amici, parenti, vicini di casa, negozianti, portalettere ecc. ecc..: tutti possibili bisognosi un giorno, della dolce morte. Occorre comunque essere sempre permeati dallo spirito giusto, dalla profonda convinzione, che ciò che stiamo facendo è estremamente corretto, di una serietà incommensurabile, quasi umanamente e sottolineo umanamente, un fatto “sacro”. 

E a questo punto mi parrebbe importante sottolineare una frase di Indro Montanelli:

“Se abbiamo un diritto alla vita, abbiamo anche un diritto alla morte. Sta a noi, deve essere riconosciuto a noi, il poter scegliere il quando ed il come della nostra morte” 

Il nostro approccio deve quindi avvenire con tutto noi stessi, e soprattutto con il cuore. Quando ci alleniamo a casa, o con gli amici, dialogando sul tema dell’Eutanasia dovremmo sempre farlo come se davanti a noi avessimo folle di increduli, maldicenti ed acerrimi nemici. Vi saranno giornate con buoni risultati, a volte ottimi, altre molto meno convincenti per non dire demoralizzanti. Ma io vi dico che non dovremo molare mai, anzi perseguire il nostro obiettivo con grandissima tenacia, credendoci fortemente, ricordandoci che: E’ UNA QUESTIONE DI CUORE. Ognuno di noi ha differenti caratteristiche antropologiche, una propria personalità, diversa formazione culturale, ma noi tutti crediamo nel diritto alla libertà, al Testamento Biologico, ad una morte che deve essere sempre, dignitosa e decorosa. Bene, non siamo da soli, sappiamo che molti, molti italiani la pensano come noi e se anche la strada sarà lunga ed irta di difficoltà, il tempo ci darà ragione perchè:

E’ UNA QUESTIONE DI CUORE!!!!!

Un grande abbraccio, forza e coraggio a voi tutti, dr. Marcello Alberto Porro.