Il significato dei fiori

Un omaggio floreale può essere un buon modo per mandare un messaggio a una persona cara, ma non sempre il significato è lo stesso per tutti.

La rosa rossa è la passione. Il ranuncolo è la bellezza malinconica. Il papavero è la semplicità e la tranquillità. L’orchidea è fascino ed eleganza. Il fiordaliso è l’amicizia. Ogni fiore ha il suo significato. Ma il criterio più importante nella scelta di un dono o nell’allestimento di una decorazione è il colore e se si tratta di un mazzo i fiori non devono mai essere in un numero pari. Questi sono i consigli del fioraio Piero Gemmato, titolare del negozio “Il punto del fiore”, in corso Peschiera 252 a Torino.

Un omaggio floreale può essere un buon modo per mandare un messaggio a una persona cara, ma non sempre il linguaggio è lo stesso per tutti.

Per questo Gemmato considera:

Il vero significato ai fiori lo danno le persone, poiché conta di più l’occasione per cui si regalano e i gusti di chi lo riceve. Anche se bisogna ponderare il colore e il tipo, a seconda delle ricorrenze.

Ad esempio, la rosa rossa ha un significato inequivocabile: «E’ simbolo di sensualità, per cui va donata solo se tra due persone c’è una relazione intima. Ma nel caso di un funerale perde questo senso, poiché la persona non è più in vita. Infatti sono molto usate per l’allestimento di corone. A regalarle però di solito sono i familiari o persone che sono state molto vicine al defunto»

.Il bianco simboleggia la purezza e la sincerità. Per questo è il colore d’eccellenza per il battesimo, poiché anche i bimbi indossano la veste bianca come segno della nuova vita e dello spirito puro senza peccato.

Per congratularsi invece coi neo genitori di una nascita sono consigliati il rosa per le femminucce e l’azzurro per i maschietti: «Quest’ultimo è però un colore raro da trovare nei fiori, per cui si può scegliere tra l’iris, il non ti scordar di me, il giacinto,… Altrimenti si opta per il bianco o il giallo. Qualsiasi tipo va bene, purchè trasmetta freschezza. In ogni caso, se il mazzo viene portato alla mamma in ospedale, deve essere piccolo e inodore»
Se il pensiero è rivolto a un uomo, allora si può spaziare tra calle, amaryllis, tulipani e rose bianche:
«Anche agli uomini si regalano i fiori, ma deve essere qualcosa di lineare e senza fronzoli.»
I mazzi non devono mai essere composti da numeri pari, solo dispari:
«Su quest’aspetto la gente è molto scaramantica. Sono accettate soltanto le dozzine o mezze dozzine. – chiarisce – Vengono però evitati i numeri 13 e 17, a meno che non abbiano una valenza particolare. Ma è una questione soggettiva»
Anche per il lutto, si valutano i gusti personali: «Un tempo la scelta dei fiori era più selettiva, per cui si usavano si usavano garofani, orchidee, crisantemi,… Adesso invece vengono assecondati gli ultimi desideri del defunto, rispettando sempre le sue preferenze. Qualsiasi fiore va bene: rose, tulipani, ranuncoli, margherite, giacinti,…».

In ogni caso, la composizione deve esaltare la raffinatezza e la leggerezza:
«Non deve essere pesante nè troppo vistosa. Da evitare il viola, meglio il bianco che rappresenta l’anima e il rosa»
E’ possibile creare anche qualcosa di originale seguendo lo stile dell’ikebana, ovvero l’antica arte giapponese di realizzare composizione con materiali vivi, a fini decorativi e religiosi, utilizzando rami e fiori da porre in un vaso: «Componiamo corone anche con solo foglie».

Federica Costamagna