La dispersione delle ceneri

Cosa prevede la legislatura per poter disperdere le ceneri del defunto

La cremazione dei defunti e la dispersione delle ceneri sono tuttora disciplinate in Italia dalla legge numero 130 del 30 marzo 2011. Il principio di base della legislazione dice che “non costituisce reato la dispersione delle ceneri di cadavere autorizzata dall’ufficiale dello stato civile sulla base di espressa volontà del defunto”. Occorre, quindi, ottenere un’autorizzazione dal Comune per poter disperdere le ceneri.

Viceversa, invece, una dispersione non autorizzata dall’ufficiale dello stato civile, o effettuata con modalità da quelle indicate dal defunto, è punita con la reclusione da due mesi ad un anno e con una multa che nel testo della legge era indicata ancora con le vecchie Lire (da 5 milioni a 25 milioni). Può essere consentita in apposite aree dei cimiteri, denominate “giardini del ricordo”, o in aree private all’aperto, con il consenso dei proprietari.

Le amministrazioni comunali, inoltre, hanno anche la facoltà di permettere anche la dispersione delle ceneri in natura. In montagna le ceneri possono essere disperse a oltre duecento metri di distanza da centri e insediamenti abitativi, in mare a oltre mezzo miglio dalla costa nei tratti antistanti al territorio comunale e liberi da natanti e manufatti e in ogni caso non è consentita nei tratti soggetti a campionamenti per l’idoneità alla balneazione.

Durante la stagione balneare il tratto deve essere inoltre libero dai bagnanti. Nei laghi e nei fiumi, inoltre, la dispersione può avvenire ad oltre cento metri dalla riva. L’incaricato della dispersione delle ceneri può essere la persona individuata in vita dal defunto stesso, oppure può essere anche del coniuge, di un altro famigliare, dell’eventuale esecutore testamentario, ma anche del rappresentante legale dell’associazione o della società pro cremazione alla quale la persone deceduta si era iscritta.

Qualora la persona deceduta abbia espresso in vita la volontà di disperdere le proprie ceneri senza indicarne il luogo, quest’ultimo è scelto, tra quelli consentiti, dal coniuge o, in difetto, dal parente più prossimo, individuato secondo gli articoli 74, 75, 76 e 77 del Codice Civile o, nel caso di concorso di più parenti dello stesso grado, dalla maggioranza assoluta di essi. In assenza di qualunque indicazione, decorsi almeno 90 giorni, le ceneri vengono quindi disperse nel cinerario comune da parte degli operatori cimiteriali.

Attuare la sepoltura di destinazione delle ceneri – spiega Domenico Della Malva, titolare di Serena Onoranze Funebri – è vivere il lutto in maniera diversa, non tradizionale. Non si ha più un luogo fisico dove andare a trovare il proprio caro ma si vive nel suo ricordo”.