La vita digitale può proseguire oltre la morte.

Il caro estinto va sul web. E l’oblio della notte non oscurerà il suo ricordo

La vita digitale può proseguire oltre la morte. Qualcuno continuerà a pubblicare post per il defunto, addirittura potrà essere virtualmente immortale, diventando un avatar. E’ la “promessa” di Eter9, il social network post mortem.
Si tratta di una piattaforma realizzata dallo sviluppatore portoghese Henrique Jorge, disponibile online solo in versione beta, poiché al momento è ancora in fase di sperimentazione.

Il sistema è in grado di raccogliere le informazioni dell’utente pubblicate in vita sui suoi social network da Facebook a Twitter, per imparare a conoscere la sua personalità. In base a ciò che avrà acquisito, Eter9 sarà in grado in futuro di agire per conto suo tenendo in vita il profilo, replicando contenuti e interagendo con i suoi “amici”.

Come funziona? Innanzitutto bisogna registrarsi su www.eter9.com. Dopodichè vengono creati un profilo e una controparte digitale, che imparerà a conoscere ogni azione dell’utente. Ad aiutarlo nei suoi primi passi ci saranno gli esseri virtuali ELiZA NiNE e i Niners.
La piattaforma si divide in due grandi aree: il Bridge e il Cortex. Il primo rappresenta una bacheca simile a Facebook, in cui è possibile commentare i post, inserire emoticons e condividere pensieri. Mentre il secondo ha la funzione di memorizzare.
Per questo ad ogni contenuto viene dato un tag particolare, che serve appunto all’area Cortex. In questo modo, vengono registrati tutti i dati e i contenuti, al fine di dare forma a una sorta di avatar, cioè la Controparte. Di conseguenza, più l’utente è attivo più il suo essere virtuale forgerà un carattere. Ma sarà la persona stessa a decidere quanto il suo “io virtuale” può diventare autonomo e a stabilire il livello di privacy, cioè chi potrà leggere i suoi contenuti.
A questo punto quando l’utente sarà “offline”, entrerà in campo la Controparte, che continuerà a postare contenuti, commentare, inviare smiles agli amici o chiacchierare con loro. Così si sostituirà al defunto per l’eternità.
In più, l’utente può anche scrivere una sorta di testamento digitale grazie al servizio Perpetu. Con questo scritto sarà possibile decidere le linee guida da dare alla Controparte prima delle propria morte. E se qualcuno volesse rinunciare all’eternità, potrà anche cancellare il proprio profilo.
L’idea di immortalità digitale non è completamente nuova. Nel 2010 è nato una piattaforma chiamata Virtual Eternity con alla base un meccanismo simile a Eter9, ma non ha avuto successo ed è passata a miglior vita. Cinque anni dopo, nel 2014 un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology ha sviluppato una piattaforma simile a Eter9 che si chiama Eterni.me e si basa sempre sul concetto di vita eterna sul web.

Il tema della vita digitale dopo la morte terrena è stato affrontato diverse volte, per riflettere come recuperare il patrimonio di password, cancellare da internet il proprio nome dopo la morte o continuare a farlo vivere.

Per questo alcuni colossi come Google e Facebook hanno nel tempo introdotto la possibilità di un testamento digitale, grazie al quale designare un amico o un parente che gestisca dati e profilo personale oltre la vita terrena. E lo stesso social network di Mark Zuckerberg sta investendo nell’Intelligenza Artificiale.

Federica Costamagna