Tanatoestetica: per conservare un ricordo sereno del proprio caro

Può far rabbrividire. Ma non è un vezzo né la ricerca dell’eterna giovinezza, sebbene possa richiamare alla mente il noto film “La morte ti fa bella” del 1992 interpretato da Meryl Streep e Goldie Hawn, con Bruce Willis ed Isabella Rossellini. 

La tanatoestetica consiste in qualcosa di più, che nel truccare solo il volto dei defunti. Si tratta di una pratica, da eseguire quando necessario, che consente ad esempio di nascondere lesioni dal volto, al fine di migliorare l’aspetto del cadavere, quasi come era in vita. In questo modo, nel momento dell’estremo saluto, parenti e amici riescono a conservare almeno un ricordo sereno del proprio caro.

A occuparsi di quest’operazione è il tanoesteta, una nuova figura professionale del settore funerario, che sta emergendo in questi ultimi anni. 

L’obiettivo del suo lavoro è far sì che il defunto venga presentato ai parenti per l’ultimo saluto nel modo più naturale possibile sottoponendolo a una serie di operazioni e utilizzando attrezzi specifici. Nulla però ha a che vedere con la tanatoprassi, cioè le cure e i trattamenti estetici eseguiti prima delle esequie, vietata per legge in Italia, a causa dei prodotti che vengono utilizzati ma legale in altri Paesi come Francia e Spagna.

Per diventare tanoesteta bisogna seguire specifici corsi di formazione, per cui è possbile chiedere informazioni alle federazioni di categoria, quali Feniof o Federcofit. Da segnalare è quello tenuto dalla Scuola Superiore per la Formazione Funeraria di Modena, che propone due corsi di 1° e 2° livello. Nel primo si imparano le tre frasi del procedimento: la disinfezione, la conservazione e il ripristino. Obiettivo è quello di insegnare le tecniche necessarie al trattamento del corpo del defunto.

Il secondo ciclo di lezioni è destinato a coloro che hanno già frequentato il primo corso. Si tratta di un approfondimento pratico sulle principali tecniche di sutura e del make-up della salma tramite l’utilizzo dell’aerografo.