Una morte green

Eco-compatibile e magari anche low-cost può essere un funerale per una morte “green”. E’ la tendenza emergente all’estero. Ma qualcosa si muove anche in Italia. Adottare stili di vita sostenibili, per la salvaguardia dell’ambiente e la riduzione dell’impatto nocivo sull’ecosistema, significa anche considerare come realizzare un funerale ecologico.
Ad esempio, in Giappone sta prendendo piede una nuova forma di sepoltura: il “Tree Burial”, che consiste nell’interrare il defunto in boschi o altre apposite aree naturali, accanto a una pianta, nell’usare una tavoletta di legno, invece di una lapide in pietra. E’ un modo per far fronte alla riduzione degli spazi nei camposanti, oltre a risparmiare e a rispettare l’ambiente. Inoltre, il tree burial ha una valenza spirituale, poichè essere sepolti nella terra vuol dire tornare parte della natura.
Anche negli Stati Uniti, nel Canada, in Australia, nella Nuova Zelanda e in Inghilterra, il corpo del caro estinto viene spesso affidato alla terra. A questo proposito, è da citare l’iniziativa di Blackley, vicino a Manchester, in Inghilterra, in cui è possibile visitare il primo cimitero ecosostenibile, dove le tradizionali lapidi di marmo sono sostituite da pietre grezze e alberi su cui è inciso un numero, per identificare il luogo in cui si trovano le esequie del caro estinto.

In Danimarca in cui l’attenzione per l’ambiente è massima, il designer Bendt Stov ha lanciato una serie di bare e urne realizzate in materiali biodegradabili (come la carta riciclata). Stessa idea è stata promossa nel Regno Unito dalla società Arka, che ha realizzato Ecopod, una bara biodegradabile costruita con materiali ecocompatibili come carta di giornali riciclata e polpa di gelso, idonea sia per sepolture tradizionali sia per cremazioni.
Mentre in Italia le inumazioni nel verde non sono legali, ma nel 2011 è stato lanciato il primo funerale ecologico da un’agenzia di pompe funebri di Venezia, che propone bare di cartone e urne di mais. Si tratta di sostanze ecocompatibili, biodegradabili e che, diversamente da quanto accade con i tradizionali cofani in legno verniciato, bruciando non producono alcun tipo di esalazione inquinante.
Ovviamente tra le pratiche che limitano l’impatto sull’ambiente è la cremazione dei defunti, soluzione più pulita ed ecologica rispetto alla tradizionale sepoltura. Motivo: si risparmiano denaro e spazio nei camposanti. Inoltre, è da considerare la possibilità di ottenere energia dai forni crematori: i resti vengono bruciati ad alte temperature ed è possibile immagazzinare l’energia prodotta dalla combustione, con emissioni minime di fumi e polveri sull’ambiente.