Esequie, nuovi Orientamenti pastorali nelle diocesi di Torino e Susa

Dal 1° ottobre 2026 sono entrate in vigore nuove indicazioni per la celebrazione delle esequie nelle diocesi di Torino e Susa. Il documento, intitolato “Celebrare la vita nell’ora della morte”, pone particolare attenzione all’accompagnamento delle famiglie nel lutto, alla Veglia funebre e al coinvolgimento della comunità cristiana.

Le nuove disposizioni pastorali, firmate dal cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, sostituiscono gli Orientamenti pubblicati nel 2015 e intendono rinnovare il modo in cui le comunità parrocchiali si avvicinano alle persone che affrontano la perdita di un familiare.

Al centro del documento emerge un principio fondamentale: la celebrazione delle esequie non rappresenta un momento isolato, ma si inserisce in un percorso di vicinanza, ascolto e accompagnamento, nel quale la comunità cristiana è chiamata a offrire sostegno spirituale e umano.

L’accompagnamento delle famiglie nel tempo del lutto

Uno degli aspetti più significativi dei nuovi Orientamenti riguarda l’attenzione riservata alle famiglie. La perdita di una persona cara è un’esperienza profondamente personale, che richiede sensibilità, discrezione e capacità di ascolto. Il documento invita le comunità cristiane a rafforzare la propria presenza accanto a chi vive un lutto, valorizzando il rapporto umano e la condivisione della preghiera. In questo percorso assumono importanza non soltanto i sacerdoti e i diaconi, ma anche le équipes ministeriali per le esequie, composte da laici adeguatamente formati. Il loro compito è contribuire all’accoglienza e all’accompagnamento delle famiglie, offrendo una presenza attenta e rispettosa. L’obiettivo è favorire una partecipazione più consapevole della comunità, affinché il momento del commiato sia vissuto anche come occasione di solidarietà e vicinanza.

La Veglia funebre, un momento di preghiera e raccoglimento

Tra gli elementi valorizzati dai nuovi Orientamenti figura la veglia funebre, indicata come uno dei momenti fondamentali dell’accompagnamento cristiano. La veglia offre ai familiari, agli amici e alla comunità l’opportunità di ritrovarsi nella preghiera, condividere il ricordo della persona scomparsa e vivere un momento di raccoglimento prima della celebrazione delle esequie. Non si tratta soltanto di un appuntamento che precede il funerale, ma di un’occasione per esprimere la vicinanza della comunità e affidare la persona defunta alla preghiera. Per sostenere questo percorso, le diocesi hanno predisposto un apposito sussidio liturgico, intitolato “Vedranno il Suo volto”, che comprende anche una proposta di Veglia di preghiera per un defunto.

La celebrazione delle esequie nella Liturgia della Parola

Un altro punto centrale del documento riguarda la celebrazione delle esequie nella Liturgia della Parola, valorizzata come modalità celebrativa preferenziale insieme alla Veglia funebre.

Questa forma liturgica pone al centro l’ascolto delle Sacre Scritture, la preghiera e l’annuncio della speranza cristiana nella risurrezione. La celebrazione accompagna la comunità e i familiari attraverso letture bibliche, momenti di riflessione e preghiere, offrendo uno spazio nel quale affidare la persona defunta alla misericordia di Dio. Le nuove indicazioni non comportano l’abolizione delle esequie celebrate durante la Santa Messa, ma propongono di valorizzare anche la Liturgia della Parola nel percorso pastorale delle comunità di Torino e Susa. Il sussidio diocesano mette a disposizione testi e indicazioni per accompagnare concretamente le parrocchie nell’organizzazione delle celebrazioni.

Il valore dell’ascolto e della vicinanza

Il filo conduttore dei nuovi Orientamenti è l’attenzione alla persona e alle relazioni che accompagnano il momento della perdita. La dimensione spirituale, la presenza della comunità e il rispetto della sensibilità dei familiari diventano elementi fondamentali di un percorso che non si esaurisce nella celebrazione del funerale. Anche nell’organizzazione delle esequie, la chiarezza delle informazioni, il dialogo con la famiglia e il coordinamento con la parrocchia contribuiscono a vivere questi momenti con maggiore serenità. È un’attenzione che Serena considera parte essenziale del proprio lavoro quotidiano: accompagnare ogni famiglia con discrezione, rispetto e cura, prestando ascolto alle sue esigenze e alle volontà della persona scomparsa. I nuovi Orientamenti delle diocesi di Torino e Susa rappresentano così un’occasione per riscoprire il valore umano e spirituale del commiato, nel quale la vicinanza e la sensibilità assumono un significato particolarmente importante.